Il robot che gioca a ping pong con gli umani

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Messo a punto dalla giapponese Omron, il robot che gioca a ping pong è stato costruito anche per comportarsi in modo “sportivo” con i suoi compagni umani.

Il progetto è uno di quelli di lungo corso, e le prime notizie di questo robot che gioca a ping pong risalgono al 2014. Un tempo piuttosto lungo nel mondo digitale in cui tutto si muove a velocità supersonica. E se alcuni dei migliori ingegneri giapponesi hanno impiegato due anni per ottenere un risultato discreto, è perché la sfida è tutt’altro che semplice.

Dietro a un gioco apparentemente banale come il ping pong infatti ci sono decine di migliaia di calcoli che il giocatore deve fare: velocità della pallina, angolo della racchetta, posizione dell’avversario. Poi bisogna prevedere la traiettoria della pallina, decidere come muoversi per colpirla e infine mandare ai muscoli (o ai servomotori) tutti i comandi necessari per fare tutto nel modo corretto. E prima di riuscire a mettere insieme pochi scambi, spesso ci vuole un bel po’ di allenamento.

Il robot che gioca a ping pong non è programmato per vincere

Durante le ricerche i progettisti hanno scoperto che non era sufficiente una risposta rapida e molta capacità di calcolo: il robot continuava a mancare la pallina o comunque a rendere impossibile il gioco. Ci sono volute moltissime prove e svariati studi per fare in modo che la “partita” potesse continuare. Oggi il robot è programmato per giocare il più a lungo possibile, il che aggiunge altre difficoltà, perché deve adeguarsi alla capacità del suo compagno umano: rispondere piano se la palla è lenta e in modo più deciso se il giocatore colpisce più forte. Può addirittura rispondere in modo diverso se il giocatore è adulto o bambino, capendolo dall’altezza, e infine, anche se il compagno umano manda la palla fuori, tenta sportivamente di prenderla allungandosi il più possibile.

Tutto questo è possibile grazie all’unione di tecnologia e analisi. Le prime versioni del robot infatti potevano elaborare tutte le informazioni in un millesimo di secondo, ma questo non era sufficiente: è stato necessario aggiungere altri parametri, che però Omron non rivela, per fare si che la sua “creatura” potesse confrontarsi con gli umani.

Fonte foto copertina: YouTube

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ultimo aggiornamento: 07-06-2016

Redazione Milano