A cosa pensa un computer che gioca a scacchi?

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Se siamo curiosi di sapere come funziona il “pensiero” di un computer che gioca a scacchi, possiamo scoprirlo grazie a un sito Internet.

Oggi, grazie agli studi sull’intelligenza artificiale, i computer diventano sempre più competitivi in tutti i giochi, in particolare in quelli basati sulla memoria come gli scacchi. Ormai sono passati vent’anni da quando Deep Blue, un supercomputer di IBM, mise in seria difficoltà il campione di scacchi Garri Kasparov. Gli scacchi sono sempre stati un ottimo banco di prova per testare le capacità di un computer e oggi, anche senza arrivare alla necessità di coinvolgere potenze di calcolo impressionanti, ci sono programmi in grado di tenere impegnati anche giocatori piuttosto esperti.

Quali sono i processi di un computer che gioca a scacchi?

La risposta a questa domanda, che sicuramente i più curiosi si sono fatti almeno una volta, è disponibile attraverso il sito Internet Bewitched, dell’artista Martin Wattenberg. In questa pagina possiamo cimentarci a giocare contro il computer, direttamente dal browser. Fino a qui nulla di strano, visto che esistono migliaia di siti che offrono il gioco degli scacchi. Ma in questo caso le ipotesi di mosse fatte dal computer che gioca a scacchi, quindi quello che “pensa”, vengono visualizzate sotto forma di grafica, per permetterci di capire il meccanismo.

Grazie a sito Bewitched possiamo vedere i processi decisionali di un computer che gioca a scacchi
Grazie a sito Bewitched possiamo vedere i processi decisionali di un computer che gioca a scacchi

Più arte che tecnologia

I giocatori di scacchi più esperti non si aspettino un avversario particolarmente difficile: in fondo si tratta di un semplice sito Internet, con un algoritmo di gioco, a detta degli esperti, piuttosto semplice. Tuttavia è senza dubbio un modo curioso e interessante per vedere il nostro avversario “pensare” alle possibili mosse e arrivare a un risultato. Dopo qualche partita possiamo anche vedere i suoi sforzi: più le nostre mosse mettono in difficoltà il nostro avversario digitale, più ipotesi dovrà fare, più la testiera si popolerà di linee. Un modo senza dubbio curioso e artistico per mostrare cosa succede sotto al cofano quando un computer è apparentemente “congelato” a pensare.

 

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ultimo aggiornamento: 08-06-2016

Redazione Milano