Renzi, Padoan e la promessa (vana) delle “accise razionalizzate”

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Maggio 2014: “Razionalizzeremo le accise sulla benzina“. Parole e musica di Matteo Renzi. Gennaio 2016: “Nessun taglio“. La smentita del ministro Padoan

Promesse da politici. Nulla di nuovo all’orizzonte. Ci sono cascati tutti, ci è cascato in pieno Matteo Renzi, premier dal 22 febbraio del 2014. Tre mesi dopo il suo insediamento, l’ex Sindaco di Firenze annunciava alla tv nazionale, intervistato da Bruno Vespa alla trasmissione Porta a Porta: “Entro l’anno razionalizzeremo le accise sulla benzina“. Parole chiare, espresse in tono deciso. Peccato però che siano rimaste tali. Fumo, polvere, fuffa.

Salto nel tempo. È il 27 gennaio 2016, quasi due anni dopo la promessa di Renzi. Matteo è ancora lì, al timone del vascello azzurro sballottato a destra e a manca come prima, se non addirittura peggio. Alla Camera prende la parola il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, per rispondere a un quesito del deputato Pino Pisicchio sul perchè il prezzo della benzina e del gasolio non scenda, nonostante quello del petrolio sia ai minimi del decennio. Padoan dribbla, si aggrappa ai regolamenti e il succo è lontano dalle prospettive di Renzi: nessun taglio, “l’accisa è armonizzata dalle direttive europee, i carburanti sono sottoposti ad accise ai sensi della legge”.

Due anni dopo più o meno, la musica cambia, da Renzi a Padoan, stessa orchestra però, alla facciaccia degli italiani. Note stonate più di prima, diverse, diametralmente opposte. Ma i direttori d’orchestra no, mangiano, bevono, cantano e se la suonano. Si distribuiscono applausi (e voti) come se nulla fosse. E se la ridono indifferenti, sempre loro.

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ultimo aggiornamento: 12-05-2016

Redazione Roma